Storia della pallavolo

 

Mazanar_volleyball_00166uLa Pallavolo, questo bellissimo sport, è stato inventato a "tavolino" negli Stati Uniti, alla fine del diciannovesimo secolo da William C. Morgan insegnante di educazione fisica presso l'Università di Hollyocu, nel Massachusset.
Lo scopo del suo inventore era di tener allenati, durante il periodo invernale, i giocatori di baseball e di rugby. I giochi conosciuti a quel tempo erano i l rugby, la pallamano, il calcio, il baseball e il tennis: di tutti questi sport solo il tennis era adatto ad essere praticato in palestra, ma risultò di scarsa efficacia perchè si potevano impiegare solo quattro giocatori al massimo.
Morgan allora volle inventare un gioco del tutto nuovo ispirandosi al tennis ma invece di usare le racchette venivano usate le mani, lo chiamò Volley-Ball.
Utilizzò la stessa rete del tennis, portandola a due metri dal suolo, naturalmente stabilì che la palla doveva essere presa con le mani e diede la possibilità di giocare a tutti, purchè divisi in due squadre di uguali elementi.
Le dimensioni del terreno di gioco erano molto simili a quelle del campo di tennis vale a dire 10 metri e mezzo di larghezza e 18 metri e 30 centimetri di lunghezza, ma mancava un'altra cosa fondamentale, quasi indispensabili, il pallone. Inizialmente veniva usato quello di basket, ma come potete immaginare risultò troppo pesante: si ricorse allora all'uso della sola camera d'aria ma questa rallentava troppo il ritmo di gioco e falsava la direzione del colpo, dopo un po' di tempo si giunse finalmente a un pallone quasi simile a quello attuale le sue misure erano: da 61 a 68 centimetri di circonferenza a da 230 a 300 grammi di peso.
Il gioco era molto simile al tennis e vagamente assomigliava alla pallavolo modernastoria2.
La pallavolo si è evoluta col passare degli anni come accade ad ogni cosa veramente valida. Il gioco consisteva: nell'inviare il pallone, col solo uso delle mani, nel campo avversario tramite una battuta che doveva essere effettuata dietro la linea di fondo e c'era la possibilità di commettere un errore perchè erano consentiti due tentativi di servizio come nel tennis e la battuta era considerata buona se cadeva oltre i tre metri dalla rete, inoltre il pallone non doveva assolutamente toccare la rete durante il gioco e il numero di tocchi era illimitato.
Gli incontri erano giocati in set e la durata di ogni set dipendeva dal numero dei servizi corrispondenti al numero dei giocatori. In un secondo momento, per contenere la durata degli incontri si decisi di chiudere il set a 21 punti, in altre parole chi arrivava prima a 21 punti vinceva il set.
Verso il 1917 il set era giocato a distanza di 15 punti e adesso a 25 punti con l'abolizione del cambio palla.
Naturalmente lo scopo del gioco era di far cadere, il maggior numero di volte possibili, la palla a terra nel campo avversario e quindi cercare di conquistare più punti possibili fino ad arrivare al traguardo definito, nel nostro caso a 25.
Ma continuiamo il nostro viaggio nella storia della pallavolo.
Sfortunatamente agli inizi la pallavolo non si propagandò molto, il motivo è semplice, le regole variavano da nazione a nazione e questo frenò molto il propagandarsi della pallavolo agonistica.
C'era chi fissava il numero di giocatori a cinque, a nove, a otto ecc. Chi fissava il numero di tocchi a quattro, a cinque, il limite massimo dei tocchi; in pratica di tre, fu fissato per la prima volta nelle isole Filippine dove comparivano le prime vere schiacciate "bomba". Per cercare di unificare tutte le regole, si creò una federazione: "Federazione Internazionale dei giochi con la mano" che aveva sede a Stoccolma.
Questa federazione trascurò però la Pallavolo e così l'affermazione e i miglioramenti tecnici tardarono a venire. Questo, comunque, non fermò la Pallavolo, infatti, essa era giocata nelle spiagge, nelle fabbriche, nelle scuole e ciascuna nazione organizzava i campionati nazionali con regole proprie.
vollLa grande diffusione della Pallavolo è dovuta ai tecnici delle compagnie petrolifere, che furono i primi a praticare questo sport nei colleges, e in un secondo tempo anche ai soldati americani impegnati nella prima guerra mondiale. I primi popoli ad innamorarsi della Pallavolo, dopo gli americani, sono stati orientali e poi tutti gli europei dell'est e dell'ovest. Nel 1946 è fondata a Praga la Federazione Internazionale di Pallavolo (FIVB) e nel 1947 a Parigi, si convoca il primo congresso per eleggere i rappresentanti e per fare un regolamento internazionale.
Nel 1948 è effettuato a Roma il primo Campionato d'Europa, vinto dalla Cecoslovacchia, che sarà l'organizzatrice del primo Campionato Mondiale effettuato a Praga nel 1949. Grazie a queste competizioni la Pallavolo si afferma come sport agonistico di massa e viene giudicata dai membri del C.I.O. uno degli sport più spettacolari.
Nel 1964 la Pallavolo è ammessa alle Olimpiadi di Tokio, dove si corona il sogno di tutti quei seguaci della Pallavolo, infatti, proprio a Tokio è registrato un vero trionfo di pubblico e di critica.
Una bellissima storia. Vero? È la storia di un fenomeno che si chiama PALLAVOLO.